Il cuore delle campane di Leffe batte ancora forte

Giornata campanaria di grande valore a Leffe, con concerto di campane, incontro pubblico in Sala Consigliare e concerto di campanine tra immagini storiche in occasione dei sessant’anni dei dieci bronzi della Prepositurale di San Michele Arcangelo. La giornata ha avuto inizio alle 16:00 con concerto di campane d’allegrezza, per la prima volta presentato con Programma di Sala ufficiale. Gli ascoltatori si sono accomodati in chiesa e, tramite l’impianto microfonico che catturava il suono proveniente dalla piazza, hanno ascoltato otto dei brani più significativi del repertorio locale. Tarcisio Beltrami, Michele Nicoli, Pietro e Pezzoli e Giuseppe Signori si sono alternati alla tastiera proponendo brani dell’antico repertorio della famiglia Pezzoli, due composizioni di Tarcisio Beltrami e brani composti dall’ormai scomparso Arturo Zenoni, detto ‘Vapore’, nato nel 1913 e morto nel 1972.

I brani sono stati introdotti e commentati dal Vicesindaco Gianni Pezzoli e da Luca Fiocchi, sottolineando le peculiarità storiche del repertorio di Leffe, composto da suonate di pieno Ottocento e da brani elaborati a partire dal 1950, anno di fusione dell’attuale concerto di dieci campane.

Il programma eseguito come da manifesto, è stato seguito con interesse da numeroso pubblico, che, alla fine del suono d’allegrezza, si è trasferito in Comune, dove un centinaio di persone, in una Sala Consigliare assiepata ed entusiasta, ha accolto con calorosi applausi i protagonisti del concerto. L’Amministrazione Comunale ha decorato per l’occasione le pareti della Sala con numerose stampe su tela, su cui ha riprodotto un notevole numero di fotografie scattate il giorno dell’arrivo delle campane, partite da Via Thaon di Revel – Quartiere Isola – nella parte nord di Milano, sede della storica fonderia Barigozzi: 8 dicembre 1950.

L’intenso calore umano trapelato dall’incontro della cittadinanza con le proprie campane e la storia delle campane ha posto suggello al progetto di risistemazione della torre campanaria: restauro delle scale interne al campanile, messa in sicurezza della ringhiera ormai fatiscente a causa dell’incuria degli ultimi decenni, ripristino delle corde per il suono manuale a distesa in occasione delle solennità. Il progetto comporta una spesa onerosa, focalizzata alla sistemazione e messa a norma di tutto ciò che attualmente è fonte di pericolo. L’entusiasmo dei presenti ha lasciato intendere come sia forte tra la popolazione il desiderio di ripristinare all’uso la torre campanaria perché tutti possano salire alla campane, sebbene in piccoli gruppi data l’esiguità dello spazio disponibile.

Un evento dai contorni ‘da sogno’ che ha davvero collegato – per un attimo – il finito con l’infinito, chi non è più tra noi con chi è ancora tra noi, con chi sta continuando e continuerà a suonare le campane. Non vogliono essere, questi, esercizi di retorica, ma espressione di una realtà concreta. Nel concerto di campanine che si è tenuto in Sala Consigliare suonavano generazioni nate tra il 1922 e il 1996: 75 di storia ininterrotta di musica: generazioni così diverse legate dal ‘tradere’ della musica. A questo si sono aggiunte le foto del passato che vivono nel presente: Tarcisio, 88 anni e mezzo d’età, si guardava nella fotografia scattata nel 1950, quando aveva 28 anni. Diverse signore in sala si riconoscevano come madrine delle campane, allora ovviamente tenere bambine in veste bianca. Le famiglie Gelmi e Zenoni hanno ascoltato commosse i brani composti dai propri cari, quale il caso di Bruna Gelmi e della madre, che hanno riportato alla memoria i pezzi di Luigi Gelmi Caramèla, o il caso dei figli di Vapore, che hanno ascoltato le splendide composizioni del padre Arturo, morto prematuramente di malattia nel 1972.

A fine concerto, la figlia di Arturo Zenoni ha donato alla Federazione un preziosissimo CD contenente alcune registrazioni dell’Orchestra Vapore: un valzer triste per chitarra di chiara matrice argentina eseguito dallo zio Giacomo Zenoni, una suonata per fisarmonica eseguita da Arturo Zenoni e due suonate per campanine con metallofono in scala cromatica, riproducente una melodia in modo minore assai simile al famoso valzer proposto nel nostro servizio. Le registrazioni sono state accompagnate da interessanti fotografie di Arturo Zenoni, ritratto con un campanile domestico, e da diverse immagini di un campanile di proprietà della famiglia Zenoni, ritraente una riproduzione del campanine di leffe su cui sono montate cinque campanelle con piccola tastiera per il suono d’allegrezza.

Il calore e l’entusiasmo emersi dall’incontro hanno dimostrato che il cuore per le campane batte forte a Leffe e che la proposta di riscoperta della tradizione come tratto culturale del tessuto locale può avere un futuro da tramandare ai posteri.

A seguire, tre video sulla giornata

Valzedi ‘Vapore’ eseguita da Tarcisio Beltrami

Marciù de Léf eseguito da Giuseppe Signori

Brani per campanine

Pubblicato: 10 dicembre 2010Tags: , , , , , , , , , ,