Triduo dei Morti nella Terra di Bergamo
Il tradizionale Triduo dei Morti è un tempo di riflessione sui defunti voluto dalla Chiesa nel periodo della Quaresima a seguito nelle numerose epidemie di peste che dal 1630 avevano colpito la popolazione lombarda. Gli altari delle chiese vengono dotate di un’imponente struttura decorativa formata da candele accese a simboleggiare la fede e la vita, che contrastano con la chiesa buia, al centro della quale viene posto il catafalco e la croce. Il chiaro messaggio della proiezione del defunto e di coloro che sono vivi sulla terra verso la vita eterna appare guardando come l’intensità della luce aumenti muovendo verso l’altare maggiore. Il forte contrasto tra buio e luce, la presenza di elementi macabri all’occhio dello studioso attorno al tema della morte, in contrasto con la strabiliante luminosità dell’altare, fanno di questo momento una delle migliori espressioni della visione barocca del mondo che si è conservata, nel suo immaginario, sino ai giorni nostri. Il Triduo dei Morti, profondamente radicato in diverse zone della bergamasca, viene celebrato, a seconda delle tradizioni locali, in novembre o in Quaresima.
Lo schema di suono del Triduo dei Morti è stato certamente configurato nel corso del Diciottesimo secolo, quando si è iniziato a installare concerti di campane in scala diatonica. Il protocollo generale prevede la messa in piedi di tutti i bronzi, seguito da suoni alternati tra campane minori e campane maggiori in termini di peso e tono, in modo tale da rendere dissonante l’armonia tra una campana e l’altra. Tale stridore armonico cerca di alludere in qualche modo al momento della tristezza e del dolore per la perdita di un caro familiare e il senso di contrizione o pentimento per i peccati commessi. In questo, la religione cristiana, e cattolica in particolare, ha cercato di rendere il suono delle campane una sorta di strumento comunicativo finalizzato a guidare il fedele all’ascolto del suono, affinché vada di pari passo con la preghiera. Ogni sequenza viene poi chiusa con un suono scala secondo il classico sistema dalla campana minore la campana maggiore. Le combinazioni tendono ovviamente a cambiare la seconda che si tratti di concerti funebri per otto o per dieci campane. Attualmente il suono viene realizzato fondamentalmente su complessi di questa entità, sebbene si trovi tale modalità anche su concerti più piccoli, con dovuti adattamenti, come ad esempio a Cazzano Sant’Andrea.
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