Campanine di Mimosa, l’8 marzo per ricordare anche le ‘campanare’

8 marzo, Festa della Donna. Molte donne hanno prestato e prestano attività di volontariato nelle nostre chiese, molte come sacriste e un buon numero come campanare. Sebbene la letteratura delle campane veda emergere figure prettamente maschili, lo strumento campana è stato ed è ancora appannaggio delle donne, specie nelle funzioni quotidiane , dove la costanza e la pazienza emergono come tratto fondamentale della donna, anche nella fede e nella musica come espressione di fede.

Possiamo pensare al buon numero di sacriste che ancora oggi reggono le nostre chiese, specie quelle più piccole antiche sparse nelle nostre valli, dove le campane non sono elettriche ma sono mosse ancora dal suono delle braccia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando gran parte degli uomini era obbligata al fronte, le donne hanno suonato le campane svolgendo il compito che era stato deputato ai sacristi maschi.

Proiettandoci indietro nel tempo, Roncobello, in Alta Valle Brembana, ha sempre mantenuto e conferma ancora oggi questo legame tra la donna e la campana. Nell’archivio parrocchiale si trova un prezioso manoscritto redatto nel 1929 dalle giovani di Roncobello, che hanno suonato per un anno interno le campane del nuovo concerto, fuso nel 1928, per prepararsi degnamente all’Anno Santo dello stesso 1929. La semplicità della scrittura lascia intendere quale devozione e rispetto vi fosse per le campane nuove, ciascuna delle quali svolgeva una funzione sociale importante. Riportiamo in PDF una parte di questo documento, che vuol essere testimonianza della semplice fede e dedizione di ragazze nate nei primi anni del Ventesimo secolo.

Le campanare di Roncobello

Nei nostri incontri pubblici, più di una volta abbiamo avuto occasione di sentire e vedere signore suonare brani d’allegrezza, ragazze di un tempo che hanno mantenuto nella mente e nello spirito la freschezza dell’espressività musicale, appresa, nella tradizioni, da fratelli maggiori o amici. Lo stupore nel vedere una donna alle campane fa pensare a un passato in cui le giovani avevano nel suono dei bronzi importanza e stima, elemento che negli anni, seppur affievolito, non è stato dimenticato.

La tradizione del suono femminile delle campane è stata rilanciando nell’ultimo decennio con le scuole campanarie, che hanno proposto la campana e le campanine come strumento musicale accanto agli strumenti tradizionalmente inclusi nell’accademia. Il filmato che presentiamo sotto vuol essere una testimonianza di una tradizione che continua anche nel Duemila, acquisendo nuovo significato, più strettamente culturale, mantenendo inalterato il legame tra la natura femminile e la campana. Auguri a tutte le nostre campanare, e grazie per il loro paziente servizio e opera musicale svolta nei secoli sino ad oggi.

Pubblicato: 8 marzo 2011Tags: