Memoria di Anesa 2016-2026. Arte ed eredità.
Il 28 settembre di quest’anno, il 2026, si ricordano i dieci anni dalla morte del campanaro di Gandino, Lorenzo Anesa. Nato nel 1951 da padre originario di Peia, Lorenzo ha fin da giovane dimostrato un enorme amore per la tradizione del suono delle campane, apprendendo l’arte dall’ascolto dei maestri Andrea Castelli e Pasquale Castelli, campanari della Basilica. Tale patrimonio è stato poi ampiamente condiviso con i membri del Gruppo Campanari Val Seriana e, successivamente, con la Federazione Campanari Bergamaschi, che hanno raccolto la tradizione con grande rispetto per le fonti originali e per i campanari che l’avevano ricevuta dai maestri Manèch e Manòt, vissuti tra la fine dell’Ottocento e la metà del XX secolo.
Lorenzo Anesa, persona schiva e di poche parole, esprimeva con le note, con lo stile e con una musica estremamente affascinante ciò che non diceva con il racconto orale. Tale patrimonio è stato oggetto di esame, trascrizione e analisi da parte dei membri dell’associazione. Lorenzo è stato inoltre grande costruttore di strumenti per l’esercizio del suono sulle campanine: artigiano instancabile, ha prodotto molte soluzioni strumentali, parte delle quali sono state poi ereditate della Federazione Campanari Bergamaschi: campanine in vetro, alluminio, ottone di ogni foggia e dimensione.
La scomparsa di Lorenzo Anesa, avvenuta proprio nel settembre del 2016, ha lasciato un grande vuoto. Tale vuoto è stato però riempito dall’eredità che i giovani portano avanti dal 2016 sino ad oggi, con i servizi in Basilica in occasione delle solennità del Corpus Domini, dei Santi Patroni, del Natale e di Pasqua. Grazie Lorenzo, per quanto ci hai dato e per quanto ci hai permesso di scoprire di questa splendida e luminosa tradizione.
Riportiamo qui sotto alcuni degli articoli usciti in memoria della sua scomparsa.
