Memorie campanarie della pianura orientale bergamasca. I suoni di Palosco.
I suoni di Palosco intende essere una raccolta di appunti e note sulla tradizione campanaria della fascia orientale della provincia di Bergamo, tradizionalmente confinante con quella di Brescia e, dal punto di vista religioso, per alcuni aspetti, appartenente alla storia della diocesi della terra della Leonessa dal 1191. Il centro della nostra analisi è la zona dei paesi di Palosco, Grumello e Chiuduno, vale a dire quelle zone confinanti dove si era sviluppata un’interessante tradizione campanaria che si è spenta nel corso della seconda parte del XX secolo. Tuttavia, grazie alla scoperta e all’eredità trasmessa da Stefano Testi, campanaro di Palosco nato nel 1947 e morto nel 2025, è stato possibile ricostruire alcuni brani di allegrezza che venivano eseguiti sul campanile in occasione delle maggiori solennità. È stato proprio Stefano Testi a trasmetterci queste musiche in occasione delle numerose visite guidate al campanile di Telgate e in occasione d’interviste domestiche, in cui ha raccontato il suo amore per la tradizione campanaria e il valore della sua custodia. Palosco, che fu terra natale di Stefano Testi, ha mantenuto una duplice identità in quanto paese in terra bergamasca ma inserito nella diocesi di Brescia.

Nelle sue testimonianze, Stefano Testi ha attentamente rilevato, dal punto di vista campanario, quali fossero gli elementi identitari della terra bergamasca, e quali invece fossero elementi propri della tradizione bresciana. Il tutto viene illustrato nei racconti e negli appunti sulla tradizione del suono di allegrezza e del suono a distesa che segue queste pagine introduttive. La grande rilevanza delle ricerche di carattere etnomusicologico sta nel poter conservare ciò che la memoria, elemento potente quanto immateriale, può dare, ma anche perdersi. In questo caso, è stato grazie a Stefano Testi che è stato possibile ricostruire un contorno altrimenti inesplorato e inesplorabile, tratto tipico di tutte le tradizioni orali della nostra terra. Trascrivere la memoria è dunque un compito essenziale per poter assicurare una continuità alle conoscenze del passato e trasportarle nel tempo presente, rendendole fruibili a chi desideri avvicinarsi a questo patrimonio intangibile ma enormemente caratterizzante la cultura locale.

Dunque, la nostra piccola pubblicazione si struttura in due parti: nella prima, si traccia un profilo di Stefano Testi e di quelli che furono i suoi contatti con il mondo circostante, relativamente alla tradizione delle campane. Nella seconda parte s’illustra invece una serie di pezzi esemplificativi della tradizione campanaria locale, con quattro brani del mondo di Palosco trasmesso dai campanari della famiglia Macetti – il padre Francesco (1890-1967) e il figlio Battista (1912-1984) -, insieme al sacrista Francesco Prandini (1909-1990); a questo fa seguito una raccolta di tre brani che provengono dalla tradizione di Grumello, Chiuduno e altri paesi circostanti, appresi da Stefano Testi in gioventù e trasmessi alla nostra associazione. Abbiamo sentito come un dovere morale trascrivere ciò che c’è stato trasmesso affinché possa essere condivisibile con tutti coloro che amano le radici della storia locale. Un enorme ringraziamento va rivolto a Stefano Testi per quanto ci ha potuto trasmettere con il suo entusiasmo, da sempre accompagnato dall’inseparabile bicicletta che lo ha portato nelle pianure e nei colli delle nostre terre a conservare una tradizione plurisecolare. A Stefano Testi è dedicato questo documento di ricerca.
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