Omaggio alle campane di Rovetta
Omaggio alle campane di Rovetta per il loro Settantesimo di fusione e installazione sul campanile della Parrocchiale di Ognissanti 1954-55 – 2024-25. Il CD virtuale tratta in nove sezioni distinte il tema del patrimonio campanario locale, l’edificazione del campanile della Parrocchiale, un’analisi del materiale d’archivio, proponendo immagini sul patrimonio della tradizione campanaria e illustrando suoni e segni delle campane. Il tutto viene arricchito da testimonianze video di archivio risalenti al 1990 ed esempi di suono di allegrezza eseguito in occasione delle solennità. Il CD presenta gli esecutori dei brani raccolti in questa produzione, insieme a due testimonianze orali rilevanti: la prima riporta le parole del campanaro locale Diego Palazzi, mentre la seconda riferisce i ricordi del cantante e scrittore Tiziano Incani, in arte Ol Bepi, che ha voluto dedicare alla sua Rovetta alcune ironiche immagini di gioventù l’apprendimento del suono delle campane a corda. Chiude il tutto una raccolta di 14 tracce audio con suoni di allegrezza, suoni a concerto e suono funebre per il Triduo dei morti. Buona lettura, visione e ascolto.
1.INTRODUZIONE
Il patrimonio delle campane della Chiesa Parrocchiale di Ognissanti in Rovetta appare come un esempio di fine equilibrio nel suono dei bronzi che lo compongono e che a nostro avviso merita una raccolta di registrazioni fruibili agli appassionati. Rovetta, posta in Alta Valle Seriana, non può identificarsi come uno di quei luoghi in cui la tradizione abbia avuto uno sviluppo particolarmente fiorente dal punto di vista del repertorio musicale. Tuttavia, la scelta dei bronzi operata dalla Fabbriceria all’indomani della Seconda Guerra Mondiale ha portato a costituire un complesso di sicuro interesse. Attualmente dotato di un sistema di suono completamente manuale, il concerto fuso nel 1954 venne inaugurato nel 1955. Sicché le commemorazioni della fusione e dell’inaugurazione vanno a cadere nel biennio 2024-2025, Settantesimo di fusione e installazione sul campanile. A completare questo passaggio tra il 1954 e il 1955 è la fusione – avvenuta 60 anni più tardi – di due campane minori ad opera della Fonderia Allanconi di Crema, che ha portato il complesso a un totale di 10 campane in tonalità Do3.
Le numerose registrazioni che abbiamo effettuato nel corso degli ultimi anni hanno la finalità di provare la qualità della timbrica in una struttura in cui, dal punto di vista puramente acustico, tutte le vibrazioni provocate dai bronzi si spengono grazie a una cella campanaria estremamente ampia e ariosa, il che va a neutralizzare o smorzare il riverbero che i bronzi scaricano sui castelli in metallo.

Il tema del recupero del suono originale è sempre stato uno dei nostri punti di interesse, soprattutto per quanto riguarda il recupero della qualità del suono nella sua assoluta originalità. In qualche modo, se i castelli in legno di cui abbiamo oggi pochissimi esempi, avevano la funzione di spegnere tutti gli armonici secondari, in questo caso, una struttura estremamente aperta consente un ascolto sereno e libero dalla preoccupazione di spegnere i cosiddetti rumori per andare alla ricerca della pura fonte sonora prodotta dal colpo del batacchio sull’incavo della campana.

Dunque, quanto proponiamo è la raccolta di una serie di registrazioni in cui illustrare tale criterio, che è andato perdendosi tra la fine del XIX secolo e la metà del XX secolo, con l’enorme ampliamento dei concerti, portati, in alcuni casi, da 5 a 8 campane o, in altri casi, da concerti di media dimensione in concerti estremamente impegnativi in toni gravi, da Si2 a Lab2. Era l’epoca piena del campanilismo in cui avere le campane più grosse rispetto a quelle del paese vicino era segno di orgoglio. Tuttavia, va segnalato che in diversi casi la nuova fusione delle campane all’indomani della guerra non fu cosa immediata. Se da un lato troviamo concerti o complessi fusi già tra il 1946 e il 1948 – ove esistevano risorse economiche per intraprendere un’opera impegnativa come una fusione completa di otto bronzi, integrando il bronzo nuovo con il bronzo delle campane che andavano a rigenerare il vecchio concerto menomato – in altri casi si osserva che parrocchie come quelle di Rovetta o Albino dovettero aspettare quasi la metà degli anni ’50 per vedere una nuova commissione di concerti campanari.

Autore del nuovo concerto del 1954 fu Angelo Ottolina, abile fonditore cugino di Carlo Ottolina di Seregno che aprì la propria sede a Bergamo proprio nel momento in cui tutte le parrocchie della bergamasca dovevano ricostituire il proprio complesso campanario. Pur con opere di diversa qualità e diversa riuscita tecnica e musicale, si può dire che la fusione operata a Rovetta diede ottimi risultati, che appaiono visibili ancora oggi. Si tratta di 10 campane in Do3 fuse da A. Ottolina nel 1954 (Re4 e Mi4 fusa da Allanconi nel 2015).
2. L’EDIFICAZIONE DEL CAMPANILE
L’edificazione dell’attuale campanile della chiesa parrocchiale di Rovetta andò a sostituire una struttura più antica risalente al 1500. I lavori iniziarono nel 1672 e terminarono nel 1683: la data d’inizio della costruzione si trova alla base della torre campanaria. Il progetto e la direzione dei lavori venne incaricata ai Fantoni, che potevano contare sull’attività volontaria e domenicale della popolazione del paese, tanto maschile quanto femminile, soprattutto per il trasporto dei blocchi di pietra e dei materiali necessari per la costruzione della struttura. Nel 1696, nella bottega di Andrea Fantoni di Rovetta, iniziò la costruzione della cupola in rame che venne posta in cima alla torre del 1699. Si tratta di una struttura la cui forma richiama l’arte bizantina ed è prova di come la terra di Bergamo, sotto il dominio Veneziano, avesse assorbito parte di queste contaminazioni artistiche di notevole diffusione: è sufficiente ricordare il campanile di Piazzolo Seriano, quello di Gandino o quello di Bordogna in Valle Brembana per sottolineare quale popolarità avesse acquisito questo stile costruttivo. Nel 1776 venne installato l’orologio da torre e realizzato da Baldino da Clusone, successivamente sostituito nel 1890 da Benzoni di Songavazzo. La cupola dovette purtroppo subire diverse per ristrutturazioni nel 1837, nel 1863 e nel 1953 a causa dell’acqua piovana e dei fulmini. Tali infiltrazioni, che passavano attraverso la cupola, andavano a inficiare la resistenza del castello ligneo, materiale usato in tutti i campanili ancora al tempo per reggere l’intero concerto. La ristrutturazione definitiva venne realizzata nel 1984 da don Gaetano Buffelli per consolidare il cornicioni, chiudere diverse crepe e porre rimedio ai mascheroni che rischiavano di cadere.

3. MATERIALE DI ARCHIVIO
Contratto per la fusione del concerto del 1837. Il manoscritto risulta estremamente interessante per comprendere le modalità di accordo tra la parrocchia e la ditta incaricata, con relative tempistiche e garanzie del lavoro svolto. Il tono che viene indicato nel contratto è ‘La Sol Re corista con terza Maggiore’, equivalente a Re maggiore. Nonostante i quasi 200 anni di differenza tra la data del contratto e la data odierna, l’accuratezza nei dettagli non muta ed è chiaramente deducibile nelle parti stipulate.
Trascrizione del Contratto di fusione del 1937
Imposta bollo di 75 centesimi
Rovetta del Distretto Decimoquarto di Clusone Provincia di Bergamo,
Li 2 due Ottobre 1837 mille ottocento trentasette.
Colla presente scrittura fatta e firmata in due consimili originali, ed a cui le parti danno forza e valore di pubblico e rogato istromento, si dichiara e si conviene quanto segue:
Il Sig. Giorgio figlio del vivente Sig. Steffano Pruneri domiciliato in Grosio Distretto di Tirano si obbliga verso la Fabbricieria Parrocchiale di Rovetta rappresentata dai sotto firmati Fabbricieri, e Parroco Sig.ri Reverendi Don Giovanni Ferrari e altro Don Giovanni Ferrari, Gio. Maria fu Grazioso Pedrocchi, e Luigi fu Giuseppe Marinoni tutti di Rovetta di fondere un concerto di N.5 cinque Campane del tono preciso di Delasorrè corista con terza maggiore da collocarsi sulla torre di questa Parrocchia di Rovetta e sotto i patti e condizioni seguenti.
- Il Sig. Pruneri si obbliga di impiegare nella costruzione delle dette Campane il Metallo tutto ricavabile delle Vecchie Campane ora esistenti sulla torre sunnominata, le quali verranno fatte dai Sig.ri Fabbricieri spogliare dalle attuali inzoccature e ferramenta, ed abbassare dalla torre medesima per consegnarle al Sig. Pruneri ad ogni sua richiesta per poterne fare eseguire a di lui spese trasporto a Grosio nella sua fonderia, luogo appunto destinato per la fusione di cui si tratta, nel quale incontro si obbliga lo stesso signor Pruneri a dare una solida idonea cauzione benevisa alla committente Fabbriceria per l’intero ed esatto adempimento ed esecuzione di tutto quanto sta espresso nel presente contratto.
- Siccome le vecchie campane da fondersi ed impiegarsi nella costruzione del detto concerto si sono considerate del complessivo peso approssimativamente di Pesi duecento novanta Pesi 290 bergamaschi, cioè di Libbri dieci da once trenta per cadaun peso, così all’atto della consegna di queste al Sig. Pruneri, od a chi sarà da esso delegato saranno pesate esattamente, e qualora risultassero di peso maggiore si obbliga questi di compensare la Fabbricieria del relativo importo, ed all’incontro la Fabbricieria medesima qualora non giungessero al peso su indicato si obbliga di compensare il Sig.r Pruneri dell’importo di quanto mancherà al peso medesimo, e cioè in tutti due li casi nella misura di Austriache Lire ventisette, e centesimi cinquanta £ 27,50 per ciascun peso.
- Le nuove cinque Campane da costruirsi, e che formeranno il concerto sudetto dovranno, come il Sig.r Pruneri si obbliga di eseguire, essere del peso, cioè la prima e la Maggiore di pesi Bergamaschi centocinquanta circa 150; e le altre quattro del corrispondente peso proporzionale in relazione al concerto medesimo, cosichè non dovranno essere in complesso minori del peso di simili pesi bergamaschi quattrocentotrenta pesi 430; il qual peso si ritiene per base del presente Contratto.
- Si obbliga il Sig.r Pruneri di aggiungere alla quantità risultante del peso delle dette vecchie Campane quell’altra quantità di metallo occorribile, e sufficiente per la costruzione delle cinque Campane del peso come sopra indicato. Nel caso poi che queste non arrivassero precisamente al prescritto, e convenuto peso complessivo di detti pesi 430 il Sig. Pruneri si obbliga a compensare la Fabbricieria dell’importo del peso di metallo per le medesime impiegato in meno, e così la Fabbricieria compenserà il Sig.r Pruneri dell’importo del peso di quel metallo che avesse impiegato in più dei ripetuti pesi 430; ritenuto però che una tale eccedenza di metallo non sia maggiore di quattro o cinque pesi, ed il compenso in tutti due li casi si eseguirà nella misura di Austriache Lire Trentadue, e Centesimi cinquanta dico Lire 32.50 al peso.
- Il Sig. Pruneri si obbliga di dare […] in Rovetta a piedi della torre dove devasi collocare le Campane, in istato di perfetta […], ed a tutto suo rischio, pericolo, e spese, non al più tardi dell’ultimo giorno di Novembre prossimo venturo 1837 trentasette, e ciò semprechè non succedano disgrazie imprevedute che ritardino una tale opera.
- Il Sig. Pruneri si obbliga di dare il Concerto a termine delle migliori, e più moderne regole dell’arte tanto per la conformazione delle Campane che per la loro grossezza e durevolezza, senza iscrepatura, schiegge, escrescenze, infossamenti, mancanze e diffetto qualunque in ogni loro parte che potesse inferire danno alla voce ed armonia perfetta delle Campane medesime le quali per patto espresso si intende debbano essere della più precisa ed esatta fusione, senza aver bisogno di opera di scarpelli e lima, o altro istromento qualunque che potesse usarsi per correggerne le difformità o altro qualsiasi diffetto cagionato, o dalla male fusione o da altro impreveduto accidente, ritenuto pure che le Campane dovranno avere una voce ben chiara, dolce, rotonda, forte, brillante e piena ed essere ben intonata ed accordate perfettamente, e il metallo da giungersi come si disse all’attuale dovrà essere di qualità fine e perfetta, come espressamente si obbliga di impiegare il Sig.r Pruneri, il quale pure si obbligano inoltre di dare, e mantenere le Campane ripetute, ed ognuna di esse in istato perfetto per il corso di un anno decorribile dal giorno in cui saranno suonabili sulla torre, le quali campane si riterranno definitivamente approvate per tutti gli effetti al presente Contratto soltanto in seguito al collaudo definitivo da farsi dopo spirato suddetto anno di manutenzione, da farsi tale collaudo da persone intendenti eleggibili a piacere dalla Fabbricieria committente, e la manotenzione delle campane che dovessero rifarsi per diffetto di collaudo decorrerà dal giorno in cui le Campane o Campana rifusa sarà pure suonabile sulla Torre, e colà […] e collaudata come sopra; e se per qualche sinistro evento avessero tutte, o alcune di esse a rompersi, la rifusione della medesima resta carico del Sig.r Pruneri funditore, come anche le condotte tutte e ricondotte da Rovetta a Grosio, e viceversa che per simile casì avessero a rendersi necessarie, e con rinuncia espressa per parte del Sig.r Pruneri da questo pronto a qualsiasi riclamo o pretesa in proposito.
- La Fabbricieria committente in corrispettivo a pagamento di tale fusione, ed opera si obbliga di pagare il funditore Sig.r Pruneri accettante la complessiva somma di Austriache Lire seimila £ 6000, cioè simili lire quattromila £ 4000 all’atto che il Sig.r Pruneri medesimo avrà consegnato le cinque Campane alla Fabbricieria. Li compensi poi tra questa, e il Sig. Pruneri funditore di cui agli Articoli 2 e 4 della presente saranno pagati, e scontati metà entro l’anno 1838 mille ottocento trentotto l’epoca nella quale si obbliga la Fabbriceria di pagare al Sig. Pruneri altre simili Austriache Lire mille £ 1000 in isconto dell’importare di questo contratto, e l’altra metà entro l’anno 1839 mille ottocento trentanove in cui la stessa Fabbricieria si obbliga a pagare al Sig.r Pruneri altri simili Austriache Lire mille £ 1000 a pieno saldo del contratto medesimo e senza corrisponsione di interesse di sorta sino alla scadenza delle pattuite rate ed obbligandosi la Fabbricieria di corrispondere all’interesse del sei per cento annuo dalla scadenza medesima e sopra quella somma di cui restasse diffettiva, e sino all’intiero saldo, obbligandosi pure ad eseguire anche tutti li suindicati pagamenti nelle mani della del […] Antonio Pernice in Contrada delle cinque Vie in Milano presso cui il Sig. Pruneri per esecuzione in questa parte del presente in contratto ha eletto il proprio domicilio.
- Li battenti occorribili per tutte le dette cinque Campane saranno fatti costruire a spese della Fabbricieria con ferro di qualità, e del peso che verrà indicato dal Sig.r funditore Pruneri, al cui uopo questi darà i relativi modelli.
Così contente le parti si sottoscrivano come segue
Ferrari Giov. Parroco di Rovetta
Ferrari D. Giov. Fabbriciere
Pedrocchi Giov. Maria Fabbriciere
Marinoni Luigi Fabbriciere
Giorgio Pruneri fonditore di Metalli
Margosio Carlo fu Felice fui testimonio di vista alle firme fatte di proprio pugno dai Sig.ri Don Giov. Ferrari, ed altro Don Giov. Ferrari, Pedrocchi Giov. Maria, Marinoni Luigi, e Giorgio Pruneri in conferma di quanto sopra.
Giuseppe visinoni Testimonio Come sopra.
Elenco campane per possibile requisizione 1943. Nell’aprile del 1942 il governo Mussolini aveva decretato la requisizione delle maggiori campane da ogni campanile delle chiese parrocchiali italiane – e possibilmente delle chiese sussidiarie -, il tutto finalizzato all’impiego del bronzo per fabbricare nuove armi da guerra. Il presente documento raccoglie un elenco di tutte le campane suscettibili di rimozione. Va sottolineato che le campane rimosse dalla parrocchiale non vennero però distrutte, bensì restituite a fine conflitto. Fu poi la parrocchia a optare per la fusione di un concerto più ampio, testimonianza che abbiamo ancora oggi sul campanile della Chiesa di Ognissanti.
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Iscrizioni su prima e seconda campana del 1837. Il documento testimonia la raccolta delle iscrizioni presenti sulle due campane maggiori che avrebbero dovuto essere rimosse e distrutte per essere trasformate in armi da guerra. Le iscrizioni venivano ricopiate per essere poi eventualmente reimpiegate in infusione successive, tenendo così memoria – come si usava all’epoca – di quanto impresso sui bronzi ottocenteschi.
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Documenti sulla rimozione delle campane del 1943. Si riportano tutti i dettagli comunicati dal Sottosegretario di Stato per le fabbricazioni di guerra. La comunicazione risale all’agosto del 1942. Fu con l’armistizio che le campane portate a Clusone al centro di raccolta, fecero poi ritorno indenni a Rovetta.
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Documenti relativi alla fusione del concerto del 1954. Si riportano tutti i dettagli sull’accordo per la fusione del nuovo concerto, con relativi pesi dei nuovi bronzi e le relative procedure tecniche per la fusione e l’installazione del nuovo complesso. Va notato che nella prima pagina del documento va riportato che le campane avrebbero dovuto essere in tono di Do diesis o Re bemolle. Risulta però che le campane attuali secondo il diapason 440 sono in tono di Do naturale.
4. IMMAGINI SUL PATRIMONIO DELLA TRADIZIONE CAMPANARIA
Presentiamo qui sotto una serie di immagini d’epoca ricavate dalla ricerca di archivio, dove s’illustra la presentazione delle nuove campane e la struttura dei complessi architettonici che attualmente le ospitano.








5. SUONI E SEGNI DELLE CAMPANE
I suoni e i segni delle campane conoscono una grande varietà espressiva nella terra di Bergamo. in questa sezione indichiamo i suoni tradizionali feriali, festivi, funebri, nonché una piccola introduzione al concetto del suono di allegrezza.
Angelus (momento della preghiera della mattina): si suona la decima campana secondo il classico sistema 3-5-7 dell’Ave Maria. Questo vuol dire che con il campanone si danno tre colpi, poi si blocca la campana si danno altri cinque colpi, si blocca la campana e poi nuovamente si danno sette colpi. I 15 colpi complessivi alludono ai quindici misteri di Maria.
dopo il segno 3-5-7 si suona la prima campana.
Messa feriale. Trenta minuti prima della messa si suonano le campane 4, 5 e 6 e dieci minuti prima si suona la campana numero 2.
A mezzogiorno si suona la campana decima. Il venerdì la 10 viene suonata 15 colpi dopodiché fermata e viene suonata la campana numero 1.
Angelus della sera è come l’Angelus della mattina. Dopo cinque minuti viene suonata la campana 6.
Suono festivo o suono della domenica. Nel tempo ordinario si suonano le cinque grosse o le cinque piccole a partire dalla quinta campana grossa. Invece nelle occasioni di maggiore solennità si suona a concerto.
Suono a concerto. In occasione delle maggiori solennità, come quelle di Ognissanti, le campane vengono suonate a concerto portando a bicchiere con le corde ed eseguendo suoni a scala. La traccia 13 del CD virtuale illustra pienamente questo sistema di suono. In occasione delle stesse solennità si esegue poi il suono d’allegrezza, che è un sistema ‘a carillon’ entrato in bergamasca alla metà del XVIII secolo e che ha visto sviluppare un proprio stile nel corso dei decenni a partire dagli inizi del XIX secolo sino al giorno attuale. Il repertorio d’allegrezza di Rovetta non è stato conservato, ma ne è sicura testimonianza il fatto che tra gli inizi del XIX secolo e la metà del XX secolo, si sia passati da un concerto di 5 campane a 8 campane, per poi raggiungere nel 2015 un ampliamento a 10 campane, il che porta a considerare il complesso di Rovetta come dei più ampli e manualmente suonabili nella diocesi di Bergamo. Testimonianza ne è la raccolta delle suonate di allegrezze che presentiamo in questo CD virtuale.
Suono funebre
Si suonano le campane 7 8 9 nei tre quarti prima del funerale. L’ultimo quarto, alla fine, suonare campana 3.
10 minuti prima della funzione si suona campana 2
Al Santo campane 7 8 9 con le tre pause di riposo
Durante il tragitto al cimitero non si suona niente, a meno che si tratti di un combattente: in questo caso si suona la campana 6
Il giorno prima del funerale alla fine dell’Ave Maria si aspetta cinque minuti e si suonano le campane 7 8 e 9
Segno morte donna – campana 8
3 rintocchi e fermare per 10 secondi
7 rintocchi e fermare per 10 secondi
30 rintocchi e fermare per 10 secondi
30 rintocchi totali lasciando fermare da sola la campana
Segno morte uomo – campana 8
3 rintocchi e fermare per 10 secondi
7 rintocchi e fermare per 10 secondi
30 rintocchi e fermare per 10 secondi
30 rintocchi e fermare per 10 secondi
30 rintocchi totali lasciando fermare da sola la campana
Segno per le confessioni: campana 3
Segno per la Madonna del Rosario: campane 8-9-10
Segno per caduti e reduci di guerra: campana 6
Triduo dei morti. Accanto al suono a concerto e a quello di allegrezza, vi è il suono del Triduo dei morti, che è un particolare sistema realizzato proprio in occasione delle giornate dedicate alla memoria dei defunti con l’installazione dello storico apparato. In questo caso, Rovetta ha mutuato il sistema di suono di Gandino, risalente alla fine del XVIII secolo e costruito su un complesso di dieci campane, con un alternanza spesso dissonante di bronzi che poi chiudono con suoni a scala. Ne diamo prova con la traccia 14 del presente CD.
Per approfrondire le tecniche di suono d’allegrezza e a distesa citate, invitiamo a consultare il seguente link.
6. TESTIMONIANZE VIDEO DI ARCHIVIO
In questa sezione presentiamo due video girati da Alessandro Macciò nella Solennità dell’Assunta di Rovetta negli anni 1991-1992. Si tratta di segni eseguiti per le celebrazioni liturgiche. Nonostante la loro semplicità, restano una testimonianza, soprattutto in quanto al momento attuale il concerto di Rovetta risulta essere ancora manuale, con segni che difficilmente vengono eseguiti sui concerti automatizzati, su cui vengono impostati sistemi di suoni o standardizzati.
Segno per la messa vespertina festiva con le due grosse (oggi non è più usato) e a seguire richiamo con la seconda piccola dieci minuti prima della Messa.
Segno tipico delle feste della Madonna con le 3 campane maggiori (ancora oggi usato nelle feste mariane).
Suono di allegrezza realizzato dal campanaro di Rovetta Diego Palazzi nel 2023 in occasione di una delle maggiori solennità.
7. GLI ESECUTORI

Gli esecutori dei brani inclusi in questo CD virtuale sono Lorenzo Anesa, Luca Brignoli e Diego Palazzi. Lorenzo Anesa, maestro di Gandino, nato nel 1951 morto nel 2016, è stato il maggiore divulgatore delle suonate a festa del repertorio di Gandino. In questo CD è esecutore delle tracce numero 11 e 12 provenienti dal repertorio della solennità gamdinese del Corpus Domini.

Il secondo esecutore è Luca Brignoli, classe 1997, vicepresidente della Federazione Campanari Bergamaschi e da tempo frequentatore del campanile di Rovetta, già allievo delle scuole della Federazione Campanari Bergamaschi e a sua volta collaboratore nelle attività di insegnamento ai giovanissimi della Federazione stessa, autore delle tracce 9 e 10.

Ultimo in ordine di citazioni, ma senz’altro figura chiave nell’esecuzione dei brani e nella registrazione degli stessi, è il campanaro Diego Palazzi, classe 1987, nativo di Rovetta e autore delle tracce 1-8. Diego Palazzi, già membro del consiglio direttivo della Federazione Campanari Bergamaschi, è un suonatore sincero appassionato che nello spazio di pochi anni è riuscito a raccogliere e apprendere un notevole numero di brani di allegrezza per otto e dieci campane, che vengono eseguiti sulla tastiera del campanile in occasione delle maggiori solennità.
Diego racconta: Io personalmente non ho ricordi o suonatori in particolare da citare perché, quando ho iniziato (ma anche prima nei ricordi da chierichetto/ragazzo) non c’erano più suonatori in paese, a parte qualcuno con le corde, ma non molto neanche di quello… tutto quello che so fare l’ho imparato da te, dal Nicola e dalla Federazione alla quale come campanaro devo tutto… Piuttosto citerei don Gaetano Boffelli (parroco dal 1978 al 2005 e amatissimo in paese) che non ha mai elettrificato il concerto e don Severo Fornoni (parroco dal 2005 al 2018) che ha sempre promosso, sostenuto e incoraggiato il suono delle campane… E inoltre citerei, in modo generico, ma a mio avviso doveroso, i sagrestani/volontari che quotidianamente vanno a suonare le campane per le funzioni ordinarie in parrocchia… sembra scontato ma ogni giorno, tutti i giorni, è un impegno non indifferente che merita un ricordo…
8. TESTIMONIANZE ORALI
All’interno del nostro CD virtuale abbiamo pensato di dare spazio anche alle voci di chi suona, dando in questo caso rilevanza a chi è nato a Rovetta e qui coltiva il suono d’allegrezza. Diego Palazzi racconta in un’audiointervista di Luca Fiocchi il suo approccio al mondo delle campane, sottolineando l’importanza della riscoperta di una tradizione che correva il pericolo di scomparire.
Prima di passare all’ascolto delle tracce, chiude la parte documentativa un breve filmato che il cantante e scrittore Tiziano Incani, in arte Ol Bepi, ha voluto dedicare alla sua Rovetta ricordando le campane che suonava in gioventù. Con la sua inconfondibile ironia descrive l’esperienza del suono delle corde.
9. CONTENUTO DEL CD
01. Suonata di Leffe per dieci campane n.11
02. Suonata di Leffe per dieci campane n.25
03. Suonata di Leffe per dieci campane n.3
04. Suonata di Leffe per dieci campane n.1
05. Suonata di Gandino di seconda classe per il richiamo delle confraternite alla processione
06. Suonata dei battesimi di Gandino
07. Esecuzione per campane del canto ‘Cristo è risorto in mezzo a noi’. Segue suonata Quaderno Nodari n.20
08. Esecuzione per campane del canto ‘Cristo resusciti’. Segue suonata Quaderno Nodari n.9
09. Suonata Quaderno Nodari n.19
10. Suonata Quaderno Nodari n.18
11. Suonata Quaderno Nodari n.6
12. Suonata a quattro mani per le solennità di prima classe
13. Suono a concerto per le solennità
14. Suono funebre per il Triduo dei morti

CREDITI
Testo di Luca Fiocchi. Registrazioni audio di Luca Brignoli, Luca Fiocchi e Diego Palazzi. Storia del campanile estratta dall’archivio parrocchiale. Documenti sul passato storico delle campane messe a disposizione dall’archivio della Parrocchia di Rovetta. Si ringrazia vivamente don Augusto Benigni per la gentile collaborazione. Video di Alessandro Macciò, Diego Palazzi e di Tiziano Incani, in arte Ol Bepi, che ringraziamo sentitamente per averci inviato spontaneamente la sua testimonianza. Immagini sulle campane e sul paese di Rovetta provenienti dell’archivio parrocchiale. Ringraziamo Storylab per le foto indicate nella pubblicazione. Editing di Luca Fiocchi.
