Giornata Campanaria Regionale Lombarda a Cornate d’Adda

Si è tenuto domenica scorsa 19 ottobre 2014 a Cornate, con grande successo di pubblico, la Giornata Campanaria Lombarda dedicata a tutti i gruppi territoriali che si occupano della tutela della tradizione orale del suono delle campane. Molto il pubblico presente e molti i giovanissimi che tornano ad avvicinarsi in questi anni alla tradizione, dando buone prospettive per la diffusione di una tradizione che tra il 1970 e il 2000 ha conosciuto una crisi profonda. Il suono delle campane si è ripartito tra gli otto bronzi della torre di Cornate d’Adda, località ospitante l’evento, e le otto campane della Fonderia Allanconi posizionate nel piazzale della chiesa insieme a stand informativi con distribuzione di materiale, piccoli laboratori musicali e intrattenimento con campanine e fisarmonica.

Presenti all’evento la Presidente della Federazione Nazionale Suonatori di Campane, Eles Belfontali, i rappresentanti della Federazione Campanari Bergamaschi, Federazione Bresciana Campanari, il Gruppo Campanari di Cornate d’Adda e singoli suonatori di altre associazioni del nord Italia unitamente ad appassionati di una tradizione antica e giovanissima allo stesso tempo, che conoscerà certamente in futuro nuove edizioni all’interno della Lombardia.

La Messa del mattino si è caratterizzata per l’Omelia di Don Francesco Ferro, sacerdote molisano amante assoluto delle campane, che ha voluto sottolineare i legami che intercorrono tra le campane, la vita religiosa e la vita degli individui. Un invito alla riscoperta della tradizione e alla sua lucida difesa che riportiamo nelle righe seguenti.

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O M E L I A  che il Rev. campanologo don Francesco Ferro ha tenuto il 19 ottobre 2014 in Cornate d’Adda (MI) nella Parrocchia di s. Giorgio martire, nell’occasione dell’annuale giornata di sensibilità campanaria lombarda.

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 Prima di pronunciare la mia riflessione, permettetemi di rivolgere un sentito ringraziamento al Rev. Sig. Prevosto don Egidio e il presidente del gruppo campanario locale Marco Crippa, per avermi voluto qui a condividere questo appuntamento all’insegna della comune e animata passione per le campane. Un rigraziamento personale va anche al vice presidente della Federazione Campanari Bergamaschi sempre attento ad ogni evenienza in tutti le mie trasferte lombarde.

È sempre edificante -per me di vitale importanza- visitare luoghi come questo così carichi di bellezza e solennità…

luoghi degni del culto che vi si celebra…

luoghi che dicono quanto le precedenti generazioni gareggiavano, in modo anche pesante e competitivo, per dire la propria devozione e spiritualità, e aggiudicarsi la chiesa più bella del circondario, il campanile più alto o l’insieme campanario maggiore per numero o per grandezza dei bronzi…

non a caso la gran parte del patrimonio campanario nazionale è proprio qui al nord… andatene fieri!

 È per la prima volta che mi ritrovo a celebrare la Festa della dedicazione della Cattedrale Milano. La dedicazione della Cattedrale ci dispone ad essere radicati nella cultura religiosa… sentirsi saldi con le proprie radici spirituali  e con la propria Chiesa Particolare che è la Diocesi…

Questo non è un dato scontato, in una società che ha cambiato le sue mode e le sue necessità di appartenenza…

A cosa si sente appartenente la società di oggi? Chi è del milan… chi dell’Inter… chi di un partito… chi di un altro… Se la Madre Chiesa ogni anno ci fa ricordare che c’è una cattedra, è per dirci ogni volta che nonostante le nostre tante molteplicità e il pluralismo che ci caratterizza, siamo un corpo solo, un unico popolo unito, e capeggiato dal nostro vescovo, che per voi è il Card. Scola, che anche io ho avuto il piacere di conoscere come preside della Pontificia Università Lateranense dove ho studiato per anni.

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 Le espressioni riportate dai brani scelti delle Scritture appena proclamate, bellissime… bene si addicono alla giornata campanaria che stiamo vivendo oggi:

Abbiamo cantato nel versetto alleluiatico (salmo 146, 2):

«il Signore raduna i dispersi d’Israele»;

Nel Vangelo (Gv 10, 22-30)abbiamo ascoltato come il Divin Maestro dice «Le opere che compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza».

 Chi più della voce delle campane testimonia oggi universalmente in mezzo alle nostre città e alle nostre case, la gloria e la presenza di Dio?  Non è forse per esse che il Signore continua a radunare, come per secoli ha fatto, i vicini come i lontani? …e cosa dire delle espressioni che l’Apostolo Paolo scrive a Timoteo (2, 19-22), parlando dei vasi d’oro e d’argento impiegati per usi nobili nella casa di Dio? Sembra proprio che sia un chiaro riferimento alle campane delle nostre torri!

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Vedete? La Sacra Bibbia è piena di pericopi che indicano la futura presenza delle campane nella Chiesa.

 Papa Benedetto XVI parlando del “Lo Spirito della Liturgia” scrive come il canto, gli strumenti e il suono delle campane sono solo un misero balbettare davanti al mistero immenso vissuto nella Chiesa… mistero che non può essere taciuto.

ecco perché al di sopra dei nostri altari mettiamo le campane!

privare il vero culto al Dio vero della voce possente dei Sacri Bronzi significherebbe -a partire non solo dalla tradizione ma anche dal dato biblico- non compiere questo culto in modo completo, in modo perfetto, in modo integrale…

è come se uno si limitasse soltanto a parole a dire «Annunziamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua Risurrezione» e non mettesse in atto niente di ciò che proclama.

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Le campane sono parte integrante del rito. Se in una parrocchia, o una comunità religiosa, le campane non trovano spazio adeguato, o ancora peggio considerazione, spesso è indice che lì la liturgia stessa è in crisi. Pensate che esistono addirittura delle culture religiose, non cristiane, dove prima della preghiera personale si fa uno di una specie di campana… immaginate noi curati, arcipreti, prevosti, a suonare un campanello prima di dire il breviario?

 e quando due anni fa il Cardinal Moraglia, patriarca di Venezia, in un comunicato stampa, si pronunciò sul putiferio delle pluri denunciate campane di Mestre, bene considerò nel dire: «può esserci anche un disturbo, però il timore è che alcune volte ci sia un altro intento: ridurre sempre di più la dimensione urbanistica della Fede. Possibile che, tra tanti decibel lasciati passare liberamente, solo il suono delle campane faccia venire l’esaurimento nervoso? ». Di fatto poi, i massimi rappresentanti regionali del PdL, dall’assessore Renato Chisso al capogruppo Renato Volta fino al Presidente della commissione statuto Carlo Alberto Tessarin, hanno firmato una proposta di legge per abrogare le tante restrizioni previste dai regolamenti comunali.

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Questa riflessione vuole essere un incoraggiamento soprattutto per voi, carissime suonatrici e suonatori di campane della Lombardia. Nelle vostre comunità siate promotori di dialogo e di valori, proponendo e difendendo il suono delle campane come irrinunciabile patrimonio spirituale da continuare a coltivare, promuovere e custodire.

 Affidiamo alla provvidenza di Dio questa intenzione che abbiamo nell’animo solo ed esclusivamente a risoluzione della sua massima gloria: in un epoca nella quale soprattutto la politica dice di fare tanto per la tutela delle minoranze e i diritti di tutti, tutelare il suono delle campane dovrebbe risultare non solo facile, ma del tutto ovvio.

 Celebrando la dedicazione del Duomo di Milano vogliamo in modo significativo rivolgere il pensiero a Colei che ne è la celeste Titolare, la Beata Vergine Maria. Chiediamo con fiducia a Lei, Regina delle Vittorie, che dall’alto delle guglie del Regno dei cieli ottenga a tutti le copiose misericordie e benedizioni del Signore. Sia lodato Gesù Cristo.

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