Torna ‘Casà fò Mars’ con campanacci a Roncobello

Roncobello ripropone anche per il 2014 l’antico rito dello Scacciamarzo o Casà fò mars con l’arcaico suono dei campanacci per le mucche, che riecheggeranno dalle 19:00 di venerdì 4 aprile tra le contrade e i boschi del centro dell’Alta Valle Brembana. Un’opera di riscoperta che s’inquadra nell’ambito delle riproposizioni delle attività comunitarie che caratterizzavano un tempo il tempo di attesa della Pasqua, una sorta di prova generale per il suono glorioso delle campane del Sabato Santo e per scacciare il buio e i rigori del tempo invernale. Il suono ha tradizionalmente inizio sul sagrato della Chiesa, dove gli scampanatori in forma circolare iniziano a dare segnali ritmici per poi dispiegarsi in un suono corale attraverso cui le differenti timbriche dei campanacci si arricchiscono dei giochi di eco delle abitazioni, dei boschi e delle montagne. Un invito all’ascolto di un rumore primitivo che muove gioioso verso la luce primaverile.

Usanza conservatasi nella cultura cristiana e rimasta nei ricordi di alcuni roncobellesi. Pierino Milesi, classe 1940, ricorda come il rito fosse stato compiuto fino al 1946.

Mars mars spolverér,
poca paja e tant formént,
fòra racc, fòra sacc
e la sìghel a sac a sac.

Marzo che pulisce/tanta paglia e tanto frumento/fuori i topi, fuori i rospi/ e la segale in quantità

Piero Milesi ha raccontato questa filastrocca che veniva cantata dai bambini di Roncobello nel 1946, quando riunivano qualche lattina vuota e le legavano con una corda. Mentre facevano trascinare per terra le lattine per sunà ‘l mars, cioè suonare il marzo e scacciare l’inverno. Si ‘suonava marzo’ l’ultimo giorno di febbraio o il primo di marzo.

Pubblicato: 20 marzo 2014Tags: ,