La riscoperta dei campanili. Sicurezza e agibilità.

Nei tempi di festa dei decenni passati, nei piccoli centri i campanili erano un punto di ritrovo per la comunità, momento di socializzazione attraverso il servizio e il suono delle campane.  L’automazione dei concerti ha progressivamente chiuso l’accesso alle torri campanarie e reso inutile la presenza dell’uomo, trovatosi di fronte a complessi sonori di pregio ma privati da corde e tastiere per opera delle ditte del settore.

I beni, va però ricordato, si deteriorano senza manutenzione e cura, rivelando marcati segni di ammaloramento che costituiscono un pericolo per chi sale ad effettuare manutenzione, chi va a decorare i campanili in occasione delle feste e chi vorrebbe provare ripristinare i sistemi di suono manuale.  La riscoperta della tradizione del suono delle campane comporta una revisione seria di questi ambienti, che devono essere adattati a norme di sicurezza per consentire un accesso libero e una limitazione di responsabilità da parte di chi lo gestisce.  Affermare che non si può salire su un campanile perché è in precarie condizioni e non intervenire per eliminare il pericolo non risolve il problema: lo rimanda, lo aggrava e aumenta di responsabilità le persone che, in situazioni occasionali come il guasto di una campana automatizzata o la decorazione con luci del campanile stesso.

Un campanile è una torre panoramica, uno spazio storico a contatto col moderno, uno scrigno di ricordi che torna a vivere grazie alla volontà di chi ricostruisce il sostrato di chi l’ha animato. Scale, gradini, botole, accesso alle campane, impianto luci e corde sono fattori che motivano l’ammodernamento di una struttura storica. Scale in legno o in pietra possono presentare maggiore o minore grado di usura, i corrimano in legno o ferro possono rivelarsi instabili o richiedere un intervento specifico. Le botole possono essere mobili o fisse, ma con movimento e fissaggio sicuro. L’impianto luci si limita talvolta ai piani più bui, assente invece ove vi siano finestre per l’accesso esterno delle luce (obbligando in taluni i casi i campanari a portare la torcia). L’impianto delle campane, che va tenuto sotto controllo indipendentemente dalla sua movimentazione manuale o automatica, deve presentare un’incastellatura sicura per evitare danni irreparabili sia a chi è in cella campanaria che a coloro che vi salgono.

Da un sopralluogo attento all’interno di una torre campanaria, tutti questi fattori possono essere presi in esame per un intervento mirato. Grazie a  molte opere di sistemazione di ambienti interni al campanile, è stato possibile in questi dieci anni della nostra attività associativa realizzare visite guidate in sicurezza per un pubblico non avvezzo alle campane ma desideroso di conoscere un patrimonio sinora rimasto criptico e misterioso per la maggior parte del pubblico.

Da questa esperienza muove l’auspicio di una riscoperta dei campanili non solo come mezzo per salire ad effettuare manutenzione o decorare gli esterni con luci da festa, ma come luogo storico in cui si riconosceva e ancora si riconosce – se correttamente motivata e stimolata – la cultura di un luogo.

 

 

Pubblicato: 23 marzo 2012Tags: ,