Cinque brani da ascoltare per vivere l’arrivo della Luce della Notte Santa

Elemento caratteristico della Scuola è dato dal suono delle campanine, i metallofoni e vetrofoni nati alla metà del XVIII secolo e utilizzati dai campanari per esercitare il suono a ‘carillon’ da eseguirsi sul campanile nei giorni di festa. Il suono che annuncia il Natale viene accompagnato dal Coro della Scuola, impegnato nell’opera di riscoperta in chiave polifonica della tradizione religiosa popolare.

Suite Bergamasca: Danza di corte del XVI secolo diffusa in tutta Europa e citata da Shakespeare in Sogno di una notte di mezza estate (Atto V, Scena I). Le due parti della danza sono inframezzate da una pastorale.

Pastorale della stella: brano dedicato alla tradizione alpina della Lombardia orientale di forgiare stelle in ferro e appenderle sui balconi per annunciare l’arrivo della nuova Luce.

Piva Piva: brano natalizio per eccellenza eseguito sulla pìa (la piva o cornamusa); si tratta di un ballo di origine medievale, successivamente popolarizzato dai pastori sulla cornamusa e marcato dalla successione di frammenti narrativi di carattere strumentale che preparano al Natale.

Un’insolita dolcezza: composizione popolare caratteristica dell’Avvento, risalente agli inizi del XIX secolo, interpretata dal coro con cadenze tipiche delle pive.

Santa Lucia bella: Canto legato alle festività del 13 dicembre, giorno dei doni per tradizione in tutta la bergamasca; melodia appresa dal campanaro Giulio Donadoni di Zogno.

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Il PIME, Pontificio Istituto Missioni Estere, è nato a Milano nel 1850, e sostiene le adozioni a distanza tramite offerte di privati e di comunità religiose. Le Suore Rosarie di Udine hanno attive comunità missionarie in Bolivia per aiutare i bambini di uno dei paesi più poveri dell’America Latina.

Pubblicato: 28 novembre 2010Tags: ,