Campane manuali a Brescia: giornata commemorativa a San Gallo di Botticino Sera

Domenica 30 agosto la Federazione Campanari Bergamaschi è stata protagonista della giornata commemorativa dei cento anni delle campane della Parrocchia di San Gallo, frazione di Botticino Sera, nelle immediate vicinanze di Brescia. Botticino è sede di una Scuola Regionale per la Valorizzazione dei Beni Culturali. Tale dato ha stimolato, tramite il nostro campanaro restauratore Massimo Ziliani, diplomato presso il centro bresciano, la riscoperta del suono delle campane locali e del sistema di suono ambrosiano bresciano. Grazie all’incontro con il campanaro Avelino Busi, memoria storica locale del suono delle campane nel corso del XX secolo, è stato possibile ricostruire i diversi tipi di scale suonate nella località bresciana e comprendere l’articolarsi del suono dei bronzi nelle varie occasioni e circostanze dell’anno liturgico.

Facciata della chiesa che ospita le campane Prùneri del 1907

Facciata della chiesa che ospita le campane Prùneri del 1907

Il panorama campanario bresciano si caratterizza per un sistema di suono identico a quello bergamasco dal punto di vista meccanico, inficiato tuttavia dal fatto di avere subito un’automazione incontrollata dei concerti di pianura e di valle. A tale fenomeno si è sommata la spoliazione delle corde e delle tastiere, per cui i concerti manuali di almeno cinque campane ancora esistenti o con doppio sistema non superano il 3% del totale dei concerti esistenti nella Diocesi di Brescia. In questi anni la nostra associazione ha intrapreso un lavoro di riscoperta e promozione della tradizione campanaria nella provincia di Brescia attraverso varie iniziative. Ricordiamo la reinstallazione delle corde e della tastiera sul concerto di 12 campane in La grave di Palazzolo sull’Oglio (tastiera successivamente rimossa da alcuni campanari locali), diversi concerti in Valle Sabbia a Pertica Bassa (con suono di campane e campanine a Onodegno e Avenone), Preseglie (con la sistemazione della tastiera manuale e il riaggancio temporaneo delle corde per il suono ‘a scala’) e Vestone (con il suono delle campanine). Nella città di Brescia la Federazione ha tenuto un concerto nel dicembre del 2006 presso la Parrocchia di Santa Giovanna Antida e ha promosso contatti con la Provincia per lo studio e la salvaguardia della tradizione campanaria nella Diocesi.

La giornata di Botticino è stata di grande importanza per riscoprire il suono manuale delle campane. Il concerto integro di cinque campane in Sol calante fuso nel 1909 da Prùneri di Grosio è stato suonato manualmente per mezzo delle catene in cella campanaria (si tratta di un concerto automatizzato da vari decenni), alternando scale bresciane a scale bergamasche. Sotto la cella resta la tastiera manuale e tutta l’attrezzatura per il suono a festa rimossa nel momento dell’automazione: qui va l’auspicio che la tastiera manuale possa essere reinstallata, in ragione del fatto che il campanaro locale Avelino ricorda ancora le suonate eseguite decenni addietro. Il reintegro della tastiera consentirebbe di riprendere il suono manuale e di fare scuola ai giovani, unitamente al reinserimento delle corde per il suono a distesa, agganciando alle catene funi in canapa.

Lapide che ricorda l'innalzamento della torre campanaria.

Lapide che ricorda l'innalzamento della torre campanaria.

Sotto il profilo tecnico, va segnalato che il sistema di suono bresciano presenta notevoli affinità con quello milanese, mentre differisce da quello bergamasco per tipologia di scale e modalità di esecuzione della ‘scala base’ o ‘scala diritta’, che coinvolge in successione intrecciata le cinque campane dalla piccola alla grossa. Nel sistema bergamasco le scale diritte sono tipicamente ‘al botto’, con la formazione di accordi I-III II-IV III-V. Nel sistema bresciano i dieci suoni prodotti dal doppio suono di ciascun bronzo sono invece equidistanti. Tale diversità esecutiva dipende dalla tecnica utilizzata: in bergamasca ciascuna campana che segua la I e la II (ad esempio III, IV e V) viene ‘caricata’ per poter andare ‘al botto’ con la precedente rispettiva, mentre in bresciana e sul milanese le campane III, IV e V vengono lasciate andare senza essere state precedentemente caricate. Alla scala base si alternano varianti o ‘tramezzi’ che coinvolgono le cinque campane partendo da IV, III, II, I e che si chiudono sempre con la campana maggiore.

Il campanile di San Gallo

Il campanile di San Gallo

Al termine del suono delle campane, la Federazione ha offerto un concerto di ‘campanine’ interamente in vetro all’interno della Chiesa Parrocchiale di San Gallo, con l’esecuzione di brani tradizionali del repertorio della Valle Seriana e Valle Gandino. Ai brani per campanine si sono alterate suonate eseguite sulla tastiera con campanelle, che la Federazione utilizza a scopo didattico nelle lezioni ai ragazzi e nei concerti per esemplificare la dinamica del suono a tastiera che avviene comunemente sul campanile in occasione delle solennità.

Primo obiettivo per il futuro a seguito della giornata di San Gallo è quello della risistemazione della tastiera manuale, circostanza fondamentale – insieme al reintegro delle corde – per poter ipotizzare la costituzione di una scuola di campane anche per la città di Brescia.

Luca Fiocchi

Pubblicato: 10 settembre 2009Tags: , , , ,