Cronache campanarie: Sorisole rende omaggio alla propria tradizione

Pomeriggio ricco di emozioni e riflessioni a Sorisole, sabato 5 giugno 2021, per la presentazione del volume La tradizione campanaria del territorio di Sorisole, a cura della Pro Loco di Sorisole e della Federazione Campanari Bergamaschi. L’incontro è iniziato con un concerto di campanine. Una rappresentanza delle Scuole Campanarie di Sorisole e Scanzo ha eseguito le suonate n.3, e 15, 16 di Sorisole e le suonate n.4 e 1 di Ponteranica, chiudendo la prima parte del pomeriggio con L’Ave Maria di Lourdes. I brani locali sono stati eseguiti per la prima volta in pubblico, rendendo omaggio al servizio prestato per molti anni dai campanari d’inizio Novecento dall’alto delle torri locali.

Campanine in concerto

Dopo il concerto introduttivo di campanine, Micaela Carrara – giornalista di Bergamo TV e profonda conoscitrice della nostra tradizione – ha passato la parola ai presenti, Simone Stecchetti, Don Gilberto Sessantini, Don Stefano Ravasio, Taddeo Rovaris, Giuliano Tasca, Franco Cometti e Luca Fiocchi, le cui parole riportiamo integralmente per la densità del significato e dell’emozione riferita.

Un momento del convegno di presentazione introdotto da Simone Stecchetti

Simone Stecchetti racconta che l’idea della pubblicazione è nata nel momento in cui la Pro Loco si impegnata a stampare un libro all’anno, una sorta di super rivista con copertina cartonata. “Questa è un’opera editoriale di Grafica&Arte, un’importante casa editrice di Bergamo con cui avevamo già fatto un lavoro nel 2020. Per il 2021 avevamo pensato di fare questo lavoro grazie alla collaborazione con la Federazione Campanari Bergamaschi. Ci siamo accorti che non esisteva un libro che affrontasse la tradizione campanaria di questa zona. Ogni zona d’Italia ha le sue tradizioni campanarie, come ad esempio, Bologna dove si suona un sistema misto a slancio. Questo libro si focalizza soprattutto sulla tradizione di Sorisole. Riguardo alla difficoltà sullo svolgimento del lavoro, possiamo dire che si è trattato di un’opera complessa in quanto si è dovuto raccogliere un notevole volume d’informazioni, il che è stato facilitato dalla collaborazione con i vari parroci. Don Gilberto Sessantini e Luca Fiocchi hanno fatto pezzi importanti. Il resto del lavoro è consistito nell’organizzazione del materiale, dalle interviste alle notizie di archivio. Siamo molto orgogliosi: la soddisfazione è stata davvero tanta. All’interno di questo libro ci sono anche testimonianze del nonno Clemente Stecchetti. Io non ho avuto occasione di conoscerlo direttamente ma la speranza è quella che la tradizione lasciata dal nonno possa continuare. Mio cugino Stefano segue la tradizione con la scuola campanaria di allegrezza: speriamo di aver fatto qualcosa di bello anche in sua memoria.”

Don Gilberto Sessantini, Priore della Basilica di Santa Maria Maggiore, ci racconta le emozioni che produce la musica sugli ascoltatori. “Sentire, ascoltare la musica, crea profonde emozioni, soprattutto quando sono dei giovani che ci parlano di tradizione attraverso le note. Evidentemente la musica influisce più di tante parole sui sentimenti, sulla psiche, sulle percezioni, sui sensi su quello che siamo. E non a caso la musica è sempre stata regina della Chiesa perché sposa della liturgia dentro la chiesa, con i cori, l’assemblea che canta, gli organi, strumenti vari; fuori dalla chiesa con una musica privilegiata quale quella delle campane, che hanno una storia molto lunga ed elaborata. Le melodie delle campane hanno anche la capacità di coinvolgere, come tutti noi eravamo coinvolti, e sentivamo nel cuore queste melodie portarci in un’altra dimensione, che è quella della fede perché queste melodie accompagnavano le processioni della nostra giovinezza, quand’era più consueto sentire suonare i campanili suonare a festa. Vedere questi ragazzi, questi giovani apprendere qualche cosa del passato e portarlo verso il futuro è certamente una grande soddisfazione, non solo per chi insegna loro queste melodie, ma anche per tutti noi perché come la Chiesa del futuro è dei ragazzi e dei giovani, così anche tutte le attività correlate sono legate all’opera dei giovani. Sono quindi dei segni di speranza che fanno ben sperare.”

Premiazione di Don Gilberto Sessantini

Il Prevosto di Sorisole, Don Stefano Ravasio, ha riflettuto sul ruolo dei giovani nel mondo delle campane e sul ruolo delle campane per la società odierna. “Vedere i ragazzi suonare significa apertura verso il futuro, significa riuscire in qualche modo a guidare anche le giovani generazioni attorno a dimensioni come quelle citate da Don Gilberto. Si tratta dimensioni che la nostra società materialista tende a dimenticare: la musica diventa medicina per lo spirito diventa occasione per entrare in questo aspetto importante della vita umana che apre alla speranza. Certamente Il timbro delle note che venivano eseguite dai ragazzi non è certo quello della chitarra elettrica. Hanno un suono molto dolce che accarezza l’orecchio e la memoria. Credo che sia stato un momento bello. Riguardo al significato delle campane per una comunità cristiana, si può dire che certamente sono il modo più antico per diffondere in modo rapido a tutti un messaggio. Nel mondo dell’informazione certamente le campane hanno sempre avuto questo fine. Venivano utilizzate per segnalare gli incendi e le invasioni. Oggi gli strumenti di comunicazioni non sono più solo esclusivamente le campane: tuttavia ancora oggi l’importanza della campana per una comunità è notevole perché segna momenti felici e momenti meno felici. È un segnale che non coinvolge solo un piccolo gruppo o una singola famiglia, ma in modo istantaneo comunicano e legano un’intera comunità a uno stato di gioia, o di dolore quando si sente suonare la campana a morto, e il pensiero corre a qualcuno che non è più tra noi fisicamente.”

Taddeo Rovaris ha raccontato la sua esperienza di campanaro e di studente del Seminario Vescovile. “Il suono delle campane mi ha accompagnato fin da quanto ero piccolo. Ho iniziato in modo molto semplice. Un giorno quando avevo 10 anni mio nonno mi ha preso a con sé e ha detto: ‘Saliamo sul campanile! Oggi è festa e bisogna suonare! Io non ne sapevo niente; non sapevo neanche che mio nonno suonasse le campane. Sono salito su questo campanile, a San Vito (frazione di Nembro), anche con un po’ di timore per le scale: non erano messe benissimo. Alla sommità c’erano 3 campane. Quindi una cosa molto semplice che permette di fare cose minime rispetto ai brani che abbiamo ascoltato eseguiti su otto note. Eppure, quel tintinnio, quella musica, quel ritmo aveva messo in cuore così tanta gioia che ho detto: ‘Ma anch’io voglio imparare!’ E così, poco a poco, ho conosciuto altre persone, ragazzi, coetanei. Verso la fine delle elementari ho imparato a suonare: ci siamo divertiti insieme, siamo cresciuti insieme, e in questo clima è maturata anche la mia scelta di diventare sacerdote. E la gioia che le campane mi hanno messo in cuore non è mai passata. Per questo il mio piccolo contributo portato per libro su Sorisole vuole essere un ringraziamento per tutto quello che il mondo delle campane mi ha dato in tema di crescita, di amicizia, di cultura, perché, dietro la musica, c’è una storia complessa sul mondo delle campane. Quindi per me è stato un segno di ringraziamento, una possibilità di scrivere qualche riga a proposito di questo progetto.”

Taddeo Rovaris

Giuliano Tasca affronta il tema del suono delle campane con il suo capitolo in cui ha voluto dare una testimonianza su quello che è il suono delle campane dal suo punto di vista. Mi sono commosso tantissimo nel vedere i bambini, i ragazzi, i giovani suonare. La passione alle campane nasce già da bambino. Quando andavamo a scuola, alle 12 la maestra ci lasciava interrompere le attività per andare ad aiutare il sacrista a suonare le campane. Ricordo che c’erano moltissimi bambini anche in occasione delle feste. Entravano nel campanile, volevano provare a suonare le corde in occasioni proprio come questa in cui si festeggia il Corpus Domini. Nella vita ho insegnato scienze a scuola e le portavo tanti esempi collegati al suono delle campane. Per esempio, lo sforzo nel tirare le corde delle campane portava a creare i calli sulle mani – cosa che non tutti sanno – oltre a controllare il peso della campana per non finire sul soffitto. Le corde scottavano per l’attrito. Quindi in qualche maniera possiamo dire che le campane sono anche servite per spiegare qualcosa ai ragazzi. Ascoltare oggi ha dato una grande emozione, da commuoversi.

Don Stefano Ravasio, Franco Cometti e Giuliano Tasca

Franco Cometti, consigliere comunale, porta il saluto del sindaco Stefano Vivi. ‘L’amministrazione comunale di Sorisole tiene da sempre alle campane: sono insite nella popolazione. Io sono nato qua di fronte, sotto il campanile e non capivo quando a un certo punto il Vescovo (l’allora Monsignor Amadei) aveva detto che non bisognava più suonarle oltre una certa ora. Questo vescovo qua cosa gà ‘ndol có? Cos’ha nella testa? Fino all’età di 25 anni ho abitato qui ed era normale sentire le campane. Il Comune, per sostenere questa tradizione, ha voluto dare una sede all’associazione campanari. Un altro richiamo che devo fare riguarda il fatto che mi è piaciuto molto il quadro dell’Angelus di Millet all’interno del libro, che ricorda proprio il mezzogiorno: il suono forse più importante, almeno per me quella campana dell’Angelus. Quando sei vicino al paese e senti l’Angelus ti senti a casa. Io sono stato molto in giro, anche per Milano, dove le campane non le senti: non hai una concezione la campana come può essere qui e quindi neanche trascorrere del tempo. Invece in Consiglio Comunale abbiamo la campanella che segna l’inizio e la fine del consiglio comunale stesso. Quindi la campana va vista sia dal punto di vista religioso che civile.”

Targa di ringraziamento alla giornalista Micaela Carrara

Luca Fiocchi racconta che il progetto della Scuola Campanaria di Sorisole è nato proprio dalla coincidenza di eventi fortunati, quali avere recuperato una cassetta C90 su cui erano incisi circa 18 brani suonati ottimamente da Clemente Stecchetti e la disponibilità di una parrocchia attiva con un buon volontariato interessato ad apprendere il suono a festa, accanto a quello, da sempre praticato, del suono a corda. “Il suono delle campane si proietta nel tempo e nello spazio come già detto più volte: nel tempo perché racconta una storia una tradizione che è nata la metà del diciottesimo secolo e continua ancora oggi con il gesto che compiono i nostri giovani, lo stesso gesto che eseguivano gli antichi campanari; nello spazio perché si diffonde sul territorio e quindi comunica. Questo l’abbiamo colto molto bene nel tempo più drammatico del Covid, cioè nella primavera del 2020, quando le campane ‘a morto’ hanno smesso di suonare proprio per non incidere sulla drammaticità degli eventi che in ogni luogo occorrevano. Questo dato, già testimoniato da Felice Riceputi nel suo volume Storia della Valle Brembana, ci ha riportato con la memoria alla peste del 1630, a momenti assolutamente drammatici vissuti non nel tempo del digitale, ma in un tempo in cui tutto seguiva ancora il ritmo delle stagioni. Eppure, aveva lasciato un segno, una ferita profondissima nella nostra società, esattamente come oggi. Ma oggi vogliamo guardare al futuro, anche pensando a tutti i giovani che sono presenti e che partecipano attivamente alle iniziative del territorio. Questo libro su Sorisole vuole essere una testimonianza viva e vivente di quanto si è fatto e di quanto si potrà continuare a fare per la tradizione del suono manuale delle campane, che oggi è Patrimonio Immateriale delle Regioni Alpine della Lombardia.”

Premiazione del campanaro storico Alberto Cicognani

Al termine dei singoli interventi si è passati alla consegna delle targhe di onorificenza, dedicate ai protagonisti dell’incontro, ai campanari storici attivi Pietro Berlendis e Alberto Cicognani, e alla memoria dei campanari defunti Clemente Stecchetti, Luigi Cornolti e Francesco Agazzi. Un particolare ricordo è andato al campanaro a distesa Gabriele Tassetti, recentemente scomparso dopo lunga malattia. Il pomeriggio, tra i ringraziamenti generali, si è chiuso con la Suite Bergamasca.

Targa in ricordo di Clemente Stecchetti con i nipoti Stefano e Simone

Desideriamo porgere la nostra gratitudine a tutti i partecipanti, dall’amica Micaela a tutti gli ospiti presenti, per aver saputo tratteggiare in maniera attenta ma discorsiva una delle pagine della storia della nostra terra, che in ogni angolo delle valli, della pianura e delle zone lacustri ha ancora tanto da raccontare e da svelare agli occhi più attenti. Chi fosse interessato ad acquistare il volume può contattare la Pro Loco di Sorisole all’indirizzo www.prolocosorisole.it o la Federazione Campanari Bergamaschi all’indirizzo info@campanaribergamaschi.it

Per accedere al video cronaca del pomeriggio, cliccare sul seguente link.

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