Buon Anno 2021 ai nostri lettori

Nembro, 30 dicembre 2020

Cari lettori,

Si chiude l’anno 2020, un anno davvero difficile e drammatico che ha segnato, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il momento più duro che la nostra società abbia vissuto a tutti i livelli. Con lo sguardo rivolto a un anno fa, mai avremmo pensato di subire tante perdite e patire tanti dolori, sofferenze e difficoltà a livello individuale, sociale e nelle interazioni quotidiane che investono il lavoro, il tempo libero e gli affetti. Voglio ringraziare tutti coloro che, pur nelle enormi difficoltà del momento, hanno seguito nel corso dei mesi le proposte della nostra associazione, un’associazione ampia e articolata nella sua prospettiva, ma certamente unita dalla comune passione per il suono delle campane e mossa dalla sua missione culturale che non deve mai venire meno in ogni circostanza. L’anno era partito nel migliore dei modi con alcuni concerti di campanine fatti nella chiesa di Sorisole, Barzana e di Caprino Bergamasco, oltre ai numerosissimi interventi svolti sui campanili. Poi, da sabato 22 febbraio, con il primo lockdown, è sceso un lungo periodo di buio, caratterizzato dall’incertezza, dal dolore, dal non sapere come e dove potersi orientare.

Come sempre accade però, nei progetti che hanno spessore e consistenza, l’associazione ha saputo reagire sotto molteplici aspetti. In primo luogo, grazie alla tecnologia e all’apporto del mondo digitale che ci ha portati in pieno Ventunesimo secolo, si sono potute mantenere strette le relazioni tra gli associati. In particolare, mi riferisco al fatto di essere stati in grado di svolgere diversi servizi religiosi a partire da Pasqua, quindi non cedendo il passo alla chiusura ma organizzandosi a seconda degli spazi concessi. In secondo luogo, sottolineo il grosso lavoro svolto dalle scuole campanarie, che quest’anno hanno prodotto un grande volume di materiale audio-video per tenere desta l’attenzione su un progetto formativo di grande spessore che si è sviluppato nel corso dei mesi, da Il Suono della Speranza di marzo fino al CD Pastorale della Stella pubblicato alla fine di novembre di quest’anno. Ricordiamo in particolare, tra i sacerdoti, coloro che abbiamo perso: cito Don Giuseppe Berardelli, Arciprete di Casnigo, uno dei parroci coerenti che fece ripristinare dieci anni fa il doppio sistema sul campanile dell’Arcipresbiterale locale. Ricordo inoltre l’ex parroco di Grumello de’ Zanchi, don Umberto Tombini, uno dei primi promotori del progetto musicale campanario nell’epoca della grande crisi della tradizione. Non voglio mancare di ricordare Don Giancarlo Quadri di Vaprio d’Adda, che promosse il maggiore concerto di campanine mai tenuto dalla nostra associazione nella chiesa di Santo Stefano, nel cuore di Milano, domenica 7 settembre 2008. A seguire ricordiamo tutti i sacristi che dopo malattia ci hanno abbandonato: faccio memoria, in particolare, dei sacristi di Songavazzo e Gromlongo, ma il pensiero va rivolto a tutti coloro che prestando servizio sono ritornati prima del tempo alla casa del Padre. E con questo voglio fare riferimento anche a tutti i familiari dei nostri associati che ci hanno lasciato prematuramente: ricordo prima di tutti Mario Piazzini, padre del nostro consigliere Lucio Piazzini, che per molti anni fu attivissimo volontario nella parrocchia di Albino. E tengo anche a ricordare i familiari dei nostri campanari giovani, giovanissimi e meno giovani, che hanno patito la malattia e che stanno gradualmente recuperando la salute. Il nostro pensiero va in ultima istanza rivolto a tutti coloro che hanno patito, lasciandoci nel cammino della vita o ancora tra noi, sottolineando che il suono delle campane mantiene inalterato il suo significato di strumento di comunicazione di un messaggio profondo che – come ha detto il ricercatore scozzese Martin Mayes, appassionato estimatore del nostro progetto in terra bergamasca – si muove nel tempo (raccontando una tradizione secolare) e nello spazio (propagandosi sui territori circostanti il campanile).

La nostra associazione sta proseguendo con un calendario mensile limitato, responsabile ma sempre propositivo, che cerca di continuare a mantenere attiva la proposta musicale su diversi fronti culturali e la vedono impegnata non solo nella terra di Bergamo, ma anche in Lombardia e in Italia. Tra le note positive tengo anche a ricordare di essere riusciti a promuovere il Concerto Cittadino del 25 agosto a Bergamo per Sant’Alessandro e di avere potuto inaugurare le campane a doppio sistema a Ciserano, nella pianura bergamasca. Allo stesso modo ricordo il ripristino delle tastiere manuali prodotte da volontari della nostra associazione sui campanili di Ponteranica, Barzana e Cusio, già testate ma in attesa di circostanze favorevoli per un’inaugurazione ufficiale.

Dall’altro lato, sebbene non sia mia abitudine segnalare i fatti negativi ma piuttosto di guardare gli aspetti positivi, devo purtroppo sottolineare la grossa occasione persa a Clusone, con un restauro campanario che ha visto la mancata riproposizione del sistema manuale. Un vero peccato per uno dei concerti più belli della bergamasca in un contesto artistico e storico di primo valore. Il mancato ripristino ha destato non poche perplessità. Personalmente auspico che in un futuro sia possibile un ripristino perlomeno parziale di uno degli elementi per il suono manuale. Se è pur vero che non esistono in loco suonatori attivi, è altrettanto vero che nei campanili di maggiore rappresentatività della bergamasca, recuperare il sistema manuale in occasione dei restauri è divenuto, dal punto di vista culturale, un imperativo cui la terra orobica non deve mancare di memoria, soprattutto in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo per dare un segnale di speranza proprio attraverso il suono delle campane.

A questo proposito va sottolineato che le campane non sono solo chiamate a segnalare eventi funebri ma anche eventi di gioia e di festa per la comunità. È proprio sotto questo profilo che tengo a far osservare che mai come quest’anno la lente d’ingrandimento dei mass media sia stata focalizzata sul suono delle campane e sul ruolo del suono delle campane nella società. Il primo campanello d’allarme è scattato quando le campane, nel periodo tra marzo e aprile, hanno iniziato a suonare in modo martellante per segnalare la morte e i funerali dei nostri conterranei. Da qui, con la sospensione del suono funebre – com’era accaduto già in altre epoche precedenti – per non creare un eccessivo senso di abbattimento all’interno della società, pur cosciente di ciò che stava accadendo, è nato poi l’interesse per riscoprire il suono delle campane e il suo significato. Per questo motivo, riviste cartacee e spazi digitali come Prima Bergamo, My Valley, Antenna 2 Clusone, L’Eco di Bergamo, Sei La TV e Avvenire e molti altri organi d’informazione (che ringraziamo sentitamente per l’attenzione posta) hanno concentrato la propria attenzione sul messaggio delle campane. Da qui è nata ed è sorta un’altra occasione per poter rilanciare il significato culturale del suono delle campane nel senso più ampio, motivo per ribadire come il tesoro della bergamasca, con le sue moltissime suonate d’allegrezza e le modalità diverse di suoni a seconda delle parrocchie in cui ci si trovi, appaia come uno dei motivi che danno ulteriore significato al rilancio permanente della cultura campanaria in Bergamasca. A tale proposito tengo a dire, in conclusione, che, grazie all’apporto costante di tutti i nostri associati, per una serie di effetti inattesi, la Federazione Campanari Bergamaschi ha avuto una visibilità ben superiore rispetto agli anni precedenti. Ovviamente il mio auspicio è che con l’anno nuovo si riprenda a suonare in modo regolare nella maggior parte dei campanili, in particolare in quei campanili dove, praticandosi soprattutto il suono a distesa, la presenza dei nostri associati è stata fortemente ridotta da fattori contingenti quali distanziamento, distribuzione dei suonatori negli spazi dei campanili e altri dettagli di non secondaria importanza.

Chiudo la mia riflessione formulando di vero cuore gli auguri di un anno nuovo che costituisca un’autentica ripresa e un rinnovamento. Ricordiamo che i nostri anziani tra il 1940 e il 1945 festeggiarono diversi capodanni senza sapere cosa sarebbe occorso dopo. Cinque furono i capodanni che intercorsero nel corso del secondo conflitto bellico e maggiori furono in altre zone d’Europa dove la guerra iniziò nel 1939. Nonostante questo, non dobbiamo perdere la speranza e soprattutto la fiducia nei valori della nostra associazione, nonché nella missione musicale culturale che sta portando avanti. Buon anno a tutti di vero cuore con sincera stima e riconoscenza per la vostra opera. Auguri a voi e a tutti i vostri cari.

Luca D. Fiocchi

Presidente FCB

Nell’articolo: immagini di campanili innevati Valnegra, Branzi, Bordogna e presepe privato di Sarnico

Una risposta

  1. Bruna ha detto:

    Non dobbiamo assolutamente perdere la speranza, le nostre tradizioni ed i nostri affetti. Soltanto così, se Dio vorrà, ritroveremo la gioia . Gioia è ascoltare il suono d’allegrezza delle nostre campane, rivedere i nostri cari lontani ed abbracciarli, salire nuovamente sulle nostre amate montagne , camminare per verdi colline e pianure, rivedere l’azzurro dei fiumi, dei laghi e dei mari. E tornare a sorriderci senza più veli. Buon anno nuovo a tutti i campanari bergamaschi e alle loro famiglie.

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