Cronache campanarie: Gandino si stringe nella memoria di Lorenzo Anesa

Serata densa di emozioni per il ricordo del campanaro Lorenzo Anesa, scomparso dopo brevissima malattia a fine settembre 2016. Portatore di un immenso patrimonio musicale e profondo conoscitore del più ricco repertorio del suono a tastiera – o d’allegrezza – del territorio orobico. Sala parrocchiale Monsignor Maconi gremita di pubblico per rendere un sentito omaggio attraverso filmati e suoni di campanine – tra cui quelle dello stesso Anesa, donate dalla famiglia all’associazione – a cura degli allievi delle scuole campanarie di Leffe, Roncobello e Scanzo. Brani di prima seconda e terza classe per le maggiori solennità e per i battesimi hanno colorato un incontro incentrato sul valore culturale e sociale del suono delle campane, che trovano in Gandino uno dei fulcri di maggior efficacia per la salvaguardia del patrimonio orale.

La serata è stata introdotta dal Rettore del Museo della Basilica, Silvio Tomasini, il quale ha sottolineato lo straordinario talento del musicista Anesa, tanto silenzioso e riservato quanto capace di veicolare emozioni intense, dalla potenza alla dolcezza romantica, come testimoniato dai video proiettati nel corso della serata. Una memoria musicale meticolosa che ha consentito di ricostruire con solida certezza il catalogo delle suonate per otto, nove e dieci campane, stimolando a uno studio puntuale di uno stile musicale non comparabile a quello delle altre località vallari: un patrimonio nel patrimonio che il pubblico sorridente e partecipe ha dimostrato di saper cogliere appieno. Grande soddisfazione da parte degli esecutori e dei narratori della serata – Silvio Tomasini appunto e il presidente della Federazione Campanari Bergamaschi Luca Fiocchi – nel riconoscere negli occhi del pubblico valori che hanno sempre fatto parte del repertorio di un paese.

Personalmente ho ricordato le tappe biografiche di Lorenzo Anesa e i tratti salienti del repertorio locale, spiegate minuziosamente da Anesa durante gli incontri avuti dal gennaio al giugno 2016, un momento strategico per avere una panoramica complessiva di un tesoro meritevole di uno studio prolungato e circostanziato che varca i confini della musica tradizionale per spaziare tra vari generi che nelle dieci campane di Gandino hanno trovato formidabile sintesi.

Musica, ricordi e filmati si sono alternati nel corso della serata, chiusa dal canto Nome dolcissimo eseguito dalla soprano giapponese Noriko Habuki, membro della Scuola Campanaria di Roncobello, e dalle intense parole del Prevosto Don Innocente, che ha sottolineato l’assoluta modestia e grandezza di Lorenzo Anesa facendo riferimento a un cartiglio posto in Basilica e sostenuto da angeli che recita: “Major quia humilior”, cioè il più grande perché il più umile. Così è stato nel corso della sua vita musicale: un carattere che si sfogliava e apriva gradualmente, svelando una caratura artistica rara che oggi resta modello per tutti i musicisti di campane. Grazie Renzo del tuo esempio inimitabile che si conferma stimolo al culto dell’arte.

Così chiude i nostri pensieri il nostro associato Luca Brignoli, che ha avuto la possibilità di conoscerlo da vicino: È stato molto emozionante e significativo il momento in cui sono stati proiettati dei video in sua memoria: nel primo, ripreso nel 2010, lo si vedeva mentre eseguiva un valzer di prima classe sulla tastiera di Zogno, con quella forza da leone che lo contraddistingueva; nel secondo video sono state proiettate le foto della sua passione campanaria, da quando ha iniziato a suonare fino alle ultime volte che ci ha regalato le sue allegrezze e nell’ultimo ha eseguito una suonata “romantica” a Barghe alla tastiera del castello mobile. Non ci sono parole per ringraziare un uomo che ci ha dato tanto e che avrebbe potuto ancora darci altrettanto, mi sento solo di dire GRAZIE RENZO PER QUELLO CHE CI HAI REGALATO.

Profilo di Lorenzo Anesa

1951. Nasce a Peia.

1960. Apprende dal maestro leffese Tarcisio Beltrami e inizia la frequentazione dei campanili manuali della valle e della pianura.

1970. Suona in gruppo con altri campaninari e musicisti: Tarcisio Beltrami, Bernardo Pezzoli, Gustavo Bidasio, Mandolinistica di Leffe nel gruppo delle campanine.

1980. Aderisce al Gruppo Campanari Valle Seriana. Suona ai raduni nazionali, in Sicilia per la Ditta Capanni. Costruisce molti strumenti per il suono delle campanine in scala diatonica secondo la tradizione diatonica e in scala cromatica per suonare con le piccole orchestre. Strumenti di piastre in vetro, alluminio e ottone.

1983-1989. Racconta la tradizione gandinese al ricercatore Valter Biella appresa oralmente da Andrea Castelli, ascoltandolo durante i suoni dal campanile. È la prima testimonianza di divulgazione di un repertorio rimasto sconosciuto sino a quel momento.

1998. Partecipa al progetto di creazione della Federazione Campanari Bergamaschi, che si formerà nel 2002. Registrazione di brani gandinesi.

2004. Partecipa alla registrazione del CD L’Armonìa e a molti concerti di campanine della FCB.

2006. Partecipa alla registrazione del CD Suonata serale dedicato alla tradizione della tradizione campanaria leffese.

2008. Partecipa al concerto cittadino di campane di Milano per il festival MITO Settembre Musica suonando le campane della Basilica di Sant’Ambrogio e le campanine presso la chiesa di Santo Stefano, a due passi dalla Madonnina.

2009-2010. Partecipa al suono delle campane di Zogno in occasione di diverse visite guidate al campanile.

2015. Dopo diversi anni di assenza, torna a suonare attivamente sul campanile e inizia un intenso progetto di collaborazione per la salvaguardia del patrimonio delle antiche suonate di Gandino, insegnando ai giovani della FCB i brani che verranno eseguiti da questi ultimi in occasione della festività del Corpus Domini.

2016. Condivide con la FCB un immenso patrimonio audio con le registrazioni di suonate per campane effettuate tra il 1970 e il 2016 sui campanili di Gandino, Leffe, Albino, Ponte Nossa, Osio, Sant’Alessandro in Colonna, Zogno e molti altri.

PATRIMONIO DI GANDINO

Un patrimonio all’interno del Patrimonio Immateriale delle Alpi: il suo gioiello più prestigioso.

200 suonate di prima, seconda e terza classe, eseguite dal 1780 a oggi secondo le solennità.

Suonate di diversa matrice:

1. Inni religiosi trasposti su campane, melodie appositamente composte per solennità di prima e seconda classe. Composizioni in cui il tratto melodico prevale su quello ritmico di elevata cantabilità. Origine settecentesca e ottocentesca.

2. Composizioni che attingono al patrimonio operistico. Molte melodie d’opera venivano eseguite durante la liturgia prima della riforma ceciliana occorsa tra XIX e XX secolo. Norma di Bellini e Lucrezia Borgia di Donizetti tra gli esempi eccellenti.

3. Antiche danze provenienti dal repertorio dei balli staccati di matrice seicentesca e settecentesca diffusi prima della diffusione dei balli di coppia. La Sunada di parè e la Suonata della vigilia come esempi.

4. Melodie ballabili di matrice ottocentesca e di primo Novecento per solennità di seconda e terza classe. Eccezione per il Valzerù, suonata di prima classe. I ballabili hanno avuto massimo sviluppo per i battesimi, in forma bipartita o tripartita a seconda delle classi (matrice della forma sonata che si formalizza da fine XVIII secolo). Lo stile cambia profondamente a seconda della categoria, con melodie maggiormente elaborate per i battesimi di prima classe.

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